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“L’insegnante professionista riflessivo e ricercatore” PDF Stampa E-mail

Il Laboratorio di Ricerca Educativa e Didattica nasce da un’analisi dettagliata degli esiti dei monitoraggi attuati negli ultimi anni che hanno evidenziato uno scarso impatto dei corsi di aggiornamento sull’innovazione e il miglioramento delle pratiche didattiche. Dai dati emerge che le metodologie prevalenti nei corsi di formazione risultano essere ancora le lezioni frontali e le conferenze, anche se si incominciano ad avviare esperienze di laboratorio o di ricerca; poco presente è la presenza di gruppi di autoanalisi, di miglioramento, di ricerca-azione e la costruzione di ambienti di apprendimento per la formazione e lo sviluppo professionale degli insegnanti e lo scambio di buone prassi. L’idea guida del Laboratorio di Ricerca Educativa e Didattica parte da questa analisi, dalla non soddisfazione per i risultati raggiunti, dalla riflessione di quanto sia necessario ripensare i modelli di ricerca, di formazione continua e di sviluppo professionale per gli insegnanti; i luoghi di incontro, di confronto, di scambio e di servizi. Pezzi, testimonianze, narrazioni, biografie, identità, storie di pratiche professionali si collegano tra loro facendo emergere l’effettiva vita quotidiana delle realtà educative, quella sistematicità e significatività che assumono in “quella” comunità di insegnanti.

Il Laboratorio sta “restituendo” storie, vissuti e relazioni, pratiche promettenti e zone critiche, materiali su cui e con cui riprogettare nuovi schemi di azione, biografie professionali legate alle specificità personali come interrogazione sulla propria identità e come modo di ri-costruirsi e di formarsi.

Il Laboratorio, quindi, come capacità di esprimere formazione, ricerca-sviluppo, coordinamento operativo e sperimentale, documentazione e servizi.

Il Laboratorio come possibilità nella scuola e nei territori di evidenziare la loro identità, la loro antropologia, quella che è la loro storia, la loro cultura, la loro memoria, i loro linguaggi.

L’autoanalisi dei processi e delle pratiche educative e didattiche in atto nella scuola, attraverso la narrazione dei casi-storia, ha offerto l’opportunità agli insegnanti di uscire dai contesti di specifica operatività quotidiana (di chi agisce la propria professionalità mentre cambia il corso delle cose) e di entrare nel contesto di riflessività (di chi pensa la propria prospettiva mentre interpreta il corso delle cose), delineando la figura di un docente ricercatore che alimenta la sua professionalità attraverso un continuo rimando tra esperienza, interrogandosi rispetto al processo di insegnamento che si è compiuto e alla sua ricostruzione metacognitivo-riflessiva.

Per gli insegnanti questo ha voluto dire trasformare piano piano la formazione in un “luogo” e in un “tempo” di autoanalisi, di interiorità, di riflessione sulla pratica come una delle dimensioni ineliminabili di ogni progetto formativo nel campo delle professioni dell’insegnare, di ricerca di senso e di riprogettazione delle proprie azioni in vista di nuovi compiti professionali; ciò significa capacità di cogliere i processi per gestire il cambiamento.

Per i formatori coinvolti l’iniziativa ha fornito il contesto nel quale ripensare la formazione come “luogo” e “tempo” di negoziazione e di costruzione di significati condivisi: ha richiesto capacità di ascolto, colloquialità, interpretazione, sistematizzazione di un arcipelago di competenze e saperi professionali plurali e spesso impliciti, comunque legati alle diverse biografie degli insegnanti. Approcci narrativi ed ecosistemici in una visione etno-antropologica funzionale alla ricerca-azione guidano l’orientamento nella scelta dei metodi e delle tecniche a cui si fa riferimento nei processi di formazione e di ricerca. Essi appaiono adeguati, partendo dal racconto e dalla narrazione di casi storia, a seguire situazioni educative che si sono svolte nel tempo in “quel” contesto, a evidenziare le interconnessioni tra quante più variabili possibili al fine di giustificare l’unicità dell’evento e di ricostruirne, la trama, il vissuto, il significato educativo, le caratteristiche di una cultura, così come appare ai diversi soggetti a confronto, a ricercare gli stili di apprendimento, i modelli relazionali, le dinamiche di comunicazione, le tradizioni, le credenze, i sistemi di valori, l’identità culturale.

PARTNERSHIP DEL PROGETTO
“L’INSEGNANTE PROFESSIONISTA RIFLESSIVO E RICERCATORE”  

TEMI CHIAVE

La formazione e i “luoghi” di sviluppo professionale per i docenti.
L’educazione alla salute e la promozione del benessere nei sistemi organizzativi complessi.
Il gruppo di lavoro come risorsa e come problema.
La comunicazione tra pari e metodologie della peer education.

·         Istituto Comprensivo Polo 3 di Tricase
·          Centro Territoriale Permanente per l’Educazione degli Adulti
·          Centro Risorse Interculturali di Territorio
·          Istituto Comprensivo di Diso e Marittima
·          Istituto Magistrale “G. Comi” di Tricase
·          IISS Polo Professionale di Tricase e Alessano (Scuola capofila)
·          Provincia di Lecce, Assessorato alle Politiche Educative e Sociali
·          Comune di Tricase (Ente capofila)
·          Comune di Diso
·          Università del Salento
·          Dipartimento di Scienze Sociali e della Comunicazione
·          Comunità Emmanuel di Lecce
·          Equipe psicopedagogia
·          Cooperativa l’Aurora
·          Fondazione Emmanuel
·          La.Ri.E.D. – Laboratorio di Ricerca Educativa e Didattica (Resp.Progetto)
·          Osse.For. – Osservatorio Formazione. Centro servizi, studi e ricerche  interdisciplinari per lo sviluppo del territorio (Responsabile scientifico)

 

 

 

 
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